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I test per valutare le intolleranze alimentari: Vega, Elisa, Dria, Test ematici – Leucocitotossici, prime test

Vega
Valuta la resistenza elettrica cutanea in rapporto ai principi del bilancio bioenergetico dei punti di agopuntura descritti da Voll.

Elisa
E’ un principio immunoenzimatico IgG-mediato basato sulla metodica ELISA. Attraverso un prelievo di sangue, il test consente l’identificazione e il dosaggio di particolari anticorpi, le immunoglobuline G (IgG), prodotte nei confronti di determinati alimenti.
Il test rivela la presenza di allergie alimentari IgG-mediate.

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Tipologie di dieta nei casi di intolleranze alimentari: esempio di dieta rotazionale

TIPOLOGIE DI DIETA PER INTOLLERANZE ALIMENTARI
La dieta delle intolleranze contempla:

  • Dieta di Eliminazione;
  • Digiuno e successiva ingestione volontaria di cibo che si sospetta intollerante.

Si compie eliminando 3 alimenti alla volta in giorni successivi e reintroducendoli dopo ca. 15 gg.
E’ molto lungo dura almeno 3 mesi e risulta complicato e disagevole come esecuzione: occorre un’ accurata anamnesi anche giornaliera.

Dieta di privazione
Le sostanze di classe 1 saranno eliminate dalla dieta per un periodo di 1 mese, quelle di classe 2 per 2 mesi, quelle di classe 3 per 3 mesi, mentre quelle di classe 4, la più severa, per un periodo fino a 6 mesi.
Tutto questo ricondurrà il nostro organismo ad un equilibrio funzionale che permetterà, in seguito, di ritornare ad assumere le sostanze precedentemente eliminate, seguendo un assunzione con frequenza minore (limitando l’ingestione nel tempo).

Questo atteggiamento prende il nome di DIETA ROTAZIONALE.

Esempio di Dieta Rotazionale:
1° GIORNO
Colazione: caffè decaffeinato con dolcificante e n…Crackers o pane azzimo.
Pranzo (a scelta): pasta al pomodoro e con verdure o minestrone di verdure con pasta
Cena (a scelta): arrosto di maiale magro fettina o lombata di maiale ai ferri, coniglio al tegame, prosciutto crudo o affettato di maiale a piacere

2° GIORNO
Colazione: tè con dolcificante e n°3 gallette di riso
Pranzo(a scelta): riso al pomodoro o con verdure, minestra di verdure con riso, insalata di riso con tonno e verdure
Cena (a scelta): pesce bollito o arrosto, polpi o calamari
arrosto e insalata
3° GIORNO
Colazione:caffè d’orzo con gallette ai cereali al mais
Pranzo(a scelta):polenta o pasta al pomodoro o con
verdure
Cena (a scelta): pollo arrosto (senza pelle), uova a piacere con verdure o patate, petto di pollo o tacchino ai ferri/arrosto o hamburger di tacchino

4° GIORNO
Colazione:Tisana o succo di frutta con crackers integrali (di segale).
Pranzo(a scelta): zuppa di legumi vari,legumi a insalata (lenticchie fagioli, piselli, ceci) (se necessario passati)
Cena (a scelta): formaggio di pecora o capra magro, ricotta di pecora, carne di agnello arrosto o alla griglia.

Per una consulenza nutrizionale è importante presentare al paziente le diverse alternative alimentari per essere sicuri che segua un regime alimentare equilibrato. In sintesi molti esperti ritengono che le diete di esclusione a vita degli alimenti mal tollerati siano utili solo nei casi di allergia alimentare IgE mediata e solo nei casi in cui i livelli circolanti degli anticorpi siano molto elevati, mentre le diete a rotazione, che prevedono anche periodi di alimentazione libera, sono meglio accettate e parimenti efficaci per il recupero delle intolleranze.

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Intolleranze alimentari: un fenomeno in aumento

Quello delle intolleranze alimentari è un argomento molto complesso e dibattuto. Quando un alimento (o una famiglia di alimenti) che mal tolleriamo entra in contatto con il nostro organismo, viene promossa una reazione immunitaria assai complessa che, a sua volta, genera uno stato infiammatorio. A soffrirne saranno quegli organi o quegli apparati che già si trovano in uno stato di limitazione funzionale, cioè in quei distretti in cui vi siano presenti disturbi o “debolezze” che non necessariamente siano clinicamente manifeste (es. bronchite cronica, affezioni dermatologiche ricorrenti, gastriti e/o coliti recidivanti ecc….). Questo spiega, almeno in parte, come in corso d’intolleranze alimentari la gamma dei sintomi possa essere estremamente varia. La rapida comparsa dei sintomi nelle allergie immediate rende facile individuare l’alimento che scatena la reazione, al contrario la sintomatologia ritardata, caratteristica delle intolleranze, rende più difficile individuare il cibo responsabile. Solamente l’1,4% della popolazione soffre di allergie alimentari immediatamente diagnosticate. La diagnosi presunta d’allergia alimentare si basa sulla anamnesi accurata con particolare riguardo alla storia familiare d’atopia, sulla dimostrazione degli anticorpi specifici in vitro (RAST) e sulla positività dei test cutanei (prick test o prick-to-prick method). Una quantità molto maggiore di persone, invece, accusa disturbi legati al consumo di alcuni alimenti anche se i test allergici sono negativi!. E’ stato stimato, infatti, che circa il 40% della popolazione sospetta di essere intollerante d alcuni cibi. Le intolleranze alimentari rappresentano un fenomeno in aumento, al punto che la ricerca scientifica dedica molte energie nella messa a punto di test affidabili che aiutino il Nutrizionista ad individuarle e curarle.

In altre parole le interferenze con il sistema immunitario possono essere all’origine di molte patologie. In particolare il continuo stimolo delle cellule dell’immunità porta alla formazione endogena di radicali liberi che danneggiano i tessuti con conseguenze anche gravi per lo stato di salute. Oltre a ciò la presenza di intolleranze può generare sintomi generici, non correlabili a patologie vere e proprie quali sovrappeso, facile affaticabilità, cefalea, difficoltà nella concentrazione. Lo stile di vita errato, soprattutto vita sedentaria, fumo e consumo di alcolici, porta all’insorgenza di disfunzioni gastro-intestinali (gastriti, coliti, stress…) che, a loro volta, sono “preparatorie” all’insorgenza delle intolleranze. Una alimentazione non congrua come consumo in eccesso di grassi animali, scarso apporto di frutta, verdura e pesce, assunzione in via continuativa di latticini (che sono presenti in numerosi preparati industriali) ed altri, può alla lunga generare una stato di irritazione dell’apparato digerente, condizione favorente la genesi delle intolleranze. È stato dimostrato da ripetute esperienze che la terapia farmacologica delle intolleranze da risultati solo parziali e mai definitivi (si interviene sul sintomo ma non sulla causa del disturbo). L’approccio dieto-terapico ha invece dato buoni risultati. Per capire come bisogna procedere correttamente è necessario chiarire alcuni aspetti:

  • la dieta deve essere gestita da specialisti accreditati
  • l’elaborazione della dieta deve essere secondaria alla valutazione clinica e ai risultati di test appropriati che evidenzino gli alimenti mal tollerati.
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Studio Nutrizionistico Giorleo

Lo Studio Nutrizionistico Giorleo nasce nel 2012, dall’impegno professionale del Biologo Nutrizionista Dr. Luca Giorleo. Dopo essermi dedicato per anni allo studio dei processi biochimici che regolano e modificano il nostro metabolismo, ho deciso di applicare le conoscenze acquisite negli anni universitari e post-universitari alla pratica nutrizionale, forte di un…

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