News e Curiosità

In questa sezione sono presenti news, questionari, approfondimenti scientifici ed articoli su alimentazione e salute, diete, cibi e loro caratteristiche.

Ricetta: ingredienti e preparazione della Zuppa di miso con ortiche

INGREDIENTI:
10 cm. di wakame
1 cipolla a dadini
1 carota a dadini
150 gr. di ortica
1 lt. di acqua
2 cucchiai rasi di miso d’orzo
1 cucchiaio di lievito di birra maltato

PREPARAZIONE:
Mettete la wakame a bagno in un po’ di acqua e tagliatela a pezzettini. Lavate bene l’ortica togliendo i rami troppo duri. Versate l’acqua in una pentola, aggiungete la wakame e la sua acqua di ammollo e portate a bollore. Unite la cipolla e la carota, abbassate la fiamma e fate cuocere per 10 minuti. Aggiungete l’ortica e proseguite la cottura per altri 5-10 minuti. Insaporite la zuppa con il miso sciolto in un po’ di brodo, il lievito maltato e fate sobbollire ancora qualche minuto.

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Intolleranze alimentari: un fenomeno in aumento

Quello delle intolleranze alimentari è un argomento molto complesso e dibattuto. Quando un alimento (o una famiglia di alimenti) che mal tolleriamo entra in contatto con il nostro organismo, viene promossa una reazione immunitaria assai complessa che, a sua volta, genera uno stato infiammatorio. A soffrirne saranno quegli organi o quegli apparati che già si trovano in uno stato di limitazione funzionale, cioè in quei distretti in cui vi siano presenti disturbi o “debolezze” che non necessariamente siano clinicamente manifeste (es. bronchite cronica, affezioni dermatologiche ricorrenti, gastriti e/o coliti recidivanti ecc….). Questo spiega, almeno in parte, come in corso d’intolleranze alimentari la gamma dei sintomi possa essere estremamente varia. La rapida comparsa dei sintomi nelle allergie immediate rende facile individuare l’alimento che scatena la reazione, al contrario la sintomatologia ritardata, caratteristica delle intolleranze, rende più difficile individuare il cibo responsabile. Solamente l’1,4% della popolazione soffre di allergie alimentari immediatamente diagnosticate. La diagnosi presunta d’allergia alimentare si basa sulla anamnesi accurata con particolare riguardo alla storia familiare d’atopia, sulla dimostrazione degli anticorpi specifici in vitro (RAST) e sulla positività dei test cutanei (prick test o prick-to-prick method). Una quantità molto maggiore di persone, invece, accusa disturbi legati al consumo di alcuni alimenti anche se i test allergici sono negativi!. E’ stato stimato, infatti, che circa il 40% della popolazione sospetta di essere intollerante d alcuni cibi. Le intolleranze alimentari rappresentano un fenomeno in aumento, al punto che la ricerca scientifica dedica molte energie nella messa a punto di test affidabili che aiutino il Nutrizionista ad individuarle e curarle.

In altre parole le interferenze con il sistema immunitario possono essere all’origine di molte patologie. In particolare il continuo stimolo delle cellule dell’immunità porta alla formazione endogena di radicali liberi che danneggiano i tessuti con conseguenze anche gravi per lo stato di salute. Oltre a ciò la presenza di intolleranze può generare sintomi generici, non correlabili a patologie vere e proprie quali sovrappeso, facile affaticabilità, cefalea, difficoltà nella concentrazione. Lo stile di vita errato, soprattutto vita sedentaria, fumo e consumo di alcolici, porta all’insorgenza di disfunzioni gastro-intestinali (gastriti, coliti, stress…) che, a loro volta, sono “preparatorie” all’insorgenza delle intolleranze. Una alimentazione non congrua come consumo in eccesso di grassi animali, scarso apporto di frutta, verdura e pesce, assunzione in via continuativa di latticini (che sono presenti in numerosi preparati industriali) ed altri, può alla lunga generare una stato di irritazione dell’apparato digerente, condizione favorente la genesi delle intolleranze. È stato dimostrato da ripetute esperienze che la terapia farmacologica delle intolleranze da risultati solo parziali e mai definitivi (si interviene sul sintomo ma non sulla causa del disturbo). L’approccio dieto-terapico ha invece dato buoni risultati. Per capire come bisogna procedere correttamente è necessario chiarire alcuni aspetti:

  • la dieta deve essere gestita da specialisti accreditati
  • l’elaborazione della dieta deve essere secondaria alla valutazione clinica e ai risultati di test appropriati che evidenzino gli alimenti mal tollerati.
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