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In questa sezione sono presenti news, questionari, approfondimenti scientifici ed articoli su alimentazione e salute, diete, cibi e loro caratteristiche.

Ambiente, inquinanti e linee guida per la salvaguardia della salute

Ambiente, inquinanti e linee guida per la salvaguardia della salute

Si stima che il 24% della malattie e il 23% delle morti possa essere attribuito ai fattori ambientali.
Più di un terzo delle patologie nei bambini è dovuto a fattori ambientali modificabili.
Stime precedenti delle malattie attribuibili all’ambiente, derivate in parte dall’opinione di esperti,
erano in generale accordo (OMS, 1997: 23%; Smith, Corvalan and Kjellstrom, 1999: 25-33%).
A livello internazionale si è registrato un aumento di tumori, specie nel sesso femminile, nei bambini e adolescenti.

Tumori attribuibili all’inquinamento ambientale

  1. Doll e Peto (1981): 2%
  2. Pruss-Ustun-Corvalan (OMS, 1997): 19%
  3. Montagner-Belpomme-Epstein sottolineano le potenzialità, i sinergismi e parlano di 30-35%

Il dato certamente più allarmante è l’incremento dei tumori dell’infanzia
In Europa negli ultimi 20 anni si è registrato un incremento medio dell’1,2% annuo e in Italia: si è osservato un aumento della frequenza annua del 2%.
Dallo studio epidemiologico Sentieri (2014) dell’ISS si evince che l’eccesso di mortalità per l’esposizione a un insieme di inquinanti rispetto al resto della regione è del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei
comuni in provincia di Napoli, mentre per quelli in provincia di Caserta del 4 e del 6%.
I principali micro-contaminanti organici: PCB, la cui contaminazione è dimostrata in tutti i paesi industrializzati. Si ritrovano in tutte le matrici ambientali (aria, acqua, suolo, biota), nei mangimi destinati ai polli e suini (Belgio, 2000).

L’apporto più importante avviene attraverso l’atmosfera ma un contributo significativo deriva anche dalla dieta.
IPA nei mitili, pesci e crostacei, i quali possono assorbire gli IPA da acque contaminate, di fiume o di mare e ancora vegetali a foglia larga, come lattuga e spinaci. Vi può essere, in alcuni casi (patate), assorbimento da suolo contaminato.
Alimenti trasformati o lavorati, poiché gli IPA si formano anche durante la cottura dei cibi a temperature elevate (cibi grigliati, affumicati, fritti), o nel corso di processi di lavorazione quali riscaldamento, essiccazione e affumicazione, che permettono ai prodotti della combustione di entrare in contatto diretto con l’alimento.

Diossine: nel latte e nei mangimi (Campania 2008), nel latte e nelle carni (Puglia, 2008), nelle carni suine (Irlanda, 2009), nelle uova (Germania, 2010), nelle anguille (Italia, lago di Garda 2011) e nelle uova (Italia, 2012).
Il suolo è un naturale serbatoio per le diossine. Oltre alla deposizione atmosferica può essere inquinato da fanghi di depurazione o di compost, sversamenti ed erosione da zone vicine contaminate.

Dal suolo le diossine sono assorbite da bovini, ovini, caprini, direttamente o indirettamente, attraverso
polveri depositate sui vegetali o nell’attività di pascolo oppure dal consumo di alimenti vegetali coltivati in
aree contaminate.
Il trasporto aereo e la deposizione di diossine e PCB diossina-simili sono anche le principali fonti di
contaminazione degli ortaggi soprattutto quelli a foglia larga. Le foglie sono consumate direttamente nel
pascolo libero, o tagliate e poi conservate sotto forma secca (fieno) o per l’insilamento.
Diossine e PCB diossina-simili sono scarsamente solubili in acqua, ma sono assorbiti su particelle organiche
o minerali in sospensione in acqua, trasportati attraverso l’aria sulla superficie di oceani e mari, essi
possono entrare nella catena alimentare acquatica.
Le Diossine si concentrano nei tessuti grassi dei bovini da latte e negli animali da carne (bovini, suini,
pollame) o nelle uova. In teoria, più lunga è la durata di vita di un animale, più alto sarà il potenziale di
accumulo di diossina nel tessuto adiposo.
In conclusione pubblichiamo le ultime direttive del 2014 concernenti le informazioni da assimilare e da mettere in atto ai fini della difesa della nostra salute per la prevenzione dai tumori.

CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO
Le 12 raccomandazioni dell’Agenzia internazionale per la Ricerca sul Cancro

  1. Non fumare, non usare tabacco in alcuna forma
  2. Rendere la casa libera dal fumo. Sostenere le iniziative antifumo sul luogo di lavoro
  3. Mantenere un peso forma salutare
  4. Fare attività fisica ogni giorno. Limitare il tempo che si trascorre seduti
  5. Seguire una dieta sana: mangiare alimenti integrali, legumi, verdura e frutta; limitare i cibi molto calorici (ricchi di zuccheri o di grassi) ed evitare le bevande dolci; evitare la carne lavorata, limitare le carni rosse e i cibi ricchi di sale
  6. Evitare di bere alcolici di qualunque tipo, o almeno limitarne il consumo. Non bere alcol è la scelta migliore
  7. Evitare il sole in eccesso, specie per i bambini. Usare protezioni solari. Non usare lampade abbronzanti
  8. Sul luogo di lavoro, proteggersi da sostanze cancerogene seguendo le istruzioni di salute e sicurezza
  9. Scoprire se esposti a radiazioni dovuti ad alti livelli di radon naturale nell’ abitazione di appartenenza. Attivarsi per cercare di ridurre i livelli di radon.
  10. Per le donne: allattare al seno:  riduce il rischio di tumore nelle madri. Se possibile, allattare il neonato in quanto la terapia ormonale sostitutiva aumenta il rischio di alcuni tumori. Limitarne l’uso
  11. Assicurare ai figli la partecipazione ai programmi di vaccinazione per l’epatite B (per i neonati) e il papillomavirus (HPV, per le ragazze)
  12. Partecipare ai programmi di screening organizzati per i tumori del colon (uomini e donne), del seno e del collo dell’utero (donne)

WCRF 2014: Istruzioni nutrizionali per la prevenzione del cancro e delle sue recidive.
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