News e Curiosità

In questa sezione sono presenti news, questionari, approfondimenti scientifici ed articoli su alimentazione e salute, diete, cibi e loro caratteristiche.

Breath test per intolleranza al lattosio

Breath test per intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio: definizione
E’ dovuta all’incapacità dell’intestino di scindere lo zucchero complesso, il lattosio, il disaccaride presente nel latte di mucca, di capra, di asina, in due zuccheri semplici: glucosio e galattosio assimilabili dall’intestino.
Il problema è provocato dalla carenza o assenza di lattasi, un’enzima presente sul bordo delle cellule intestinali la cui attività diminuisce passando dall’età pre-scolare a quella adulta, rendendo difficile o impossibile la digestione di latte e derivati. In assenza dell’enzima, il lattosio passa indigerito nell’intestino ed a livello del colon viene attaccato dalla flora batterica che lo fermenta, producendo scorie e gas (idrogeno e metano) che sono causa dei disturbi intestinali.

Intolleranza al lattosio: origine
Il deficit di lattasi si suddivide in:

  1. deficit congenito (ipolattasia) è molto raro e si manifesta alla nascita e determina una totale incapacità nella digestione del lattosio e di tutti i cibi che lo contengono
  2. deficit primario consiste nel calo fisiologico post svezzamento dell’attività enzimatica, su base genetica ed etnica. Tutti i bambini fino a due anni di età circa producono la lattasi per poter assimilare il latte materno. Poi, con lo svezzamento, l’enzima non viene più prodotto, o viene prodotto in quantità via via sempre più limitata. I segni e i sintomi in genere divengono clinicamente apparenti fino all’età di 6-7 anni e possono restare tali  fino all’età adulta a seconda della quantità di lattosio ingerito nella dieta e della velocità di diminuzione dell’attività lattasica intestinale. Molto spesso, il deficit di lattasi è solo parziale e la quantità di lattosio tollerata varia da individuo a individuo e può modificarsi nel tempo
  3. deficit secondario è un disturbo spesso transitorio, dovuto ad  una condizione patologica che compromette il regolare e fisiologico assorbimento del lattosio. Alcune malattie (gastroenterite acuta, malattia celiachia, morbo di Crohn, ecc.),  infatti, possono distruggere  i microvilli intestinali, sede dell’attività dell’enzima lattasi. Tale intolleranza può essere transitoria (3-4 mesi) o definitiva essendo legata allo stato della  malattia intestinale di base.

Intolleranza al lattosio: i sintomi:
I sintomi più comuni, che appaiono in genere da trenta minuti a due ore dall’ingestione di latte, o comunque di cibi che contengono significative quantità di lattosio, consistono in dolori e crampi addominali, sensazione di gonfiore e tensione a livello intestinale, aumentata peristalsi con borborigmi, flatulenza, meteorismo, scariche diarroiche con feci poltacee o acquose. Si tratta, come si può osservare, di sintomi non particolarmente specifici presenti anche in molte patologie del tratto gastroenterico (IBS, IBD, celiachia). Intolleranti al lattosio non significa avvertire i sintomi alla prima ingestione dell’alimento in quanto l’intolleranza è  legata alla dose ed alla reattività individuale. Per cui troviamo soggetti che hanno subito fastidio ad una dose minima di lattosio ingerito, mentre altri soggetti riescono a tollerare dosi superiori prima che intervenga la crisi. In pratica ogni paziente ha un proprio livello di tolleranza. Bisogna inoltre precisare che dosi superiori, al limite di tolleranza, non determinano effetti dannosi sull’intestino come succede nei pazienti intolleranti al glutine.

Intolleranza al lattosio: la diagnosi:
Il test comunemente usato per misurare l’assorbimento del lattosio da parte dell’apparato digerente è il breath test all’idrogeno, comunemente noto come “test del respiro”, un esame semplice e non invasivo. Il principio del test si basa sull’evidenza che se uno zucchero non viene assorbito a livello dell’intestino tenue viene fermentato dalla flora intestinale con la formazione di grosse quantità di idrogeno, che in parte viene assorbito nel colon a livello ematico ed una parte di esso sarà eliminata con la respirazione. Se si somministra lattosio ad un soggetto intollerante e si esegue il breath test sarà possibile rinvenire nel respiro esalato una quota di idrogeno superiore rispetto a quella riscontrata prima della somministrazione.

Intolleranza al lattosio: la terapia:
La terapia di “necessità” in caso d’intolleranza al lattosio è un regime alimentare che preveda  l’eliminazione o la riduzione del lattosio dalla dieta tenendo conto del proprio “valore soglia” al di sopra del quale compare tutto il fastidioso corteo sintomatologico; è quindi importante  individuare la quantità tollerata, affidandosi ad un Nutrizionista. Eliminare il lattosio dalla dieta non è in realtà così semplice come può sembrare, perché sebbene il latte e gli alimenti a base di latte sono l’unica fonte naturale di lattosio, quest’ultimo si trova spesso aggiunto ai cibi preparati commercialmente. Le persone con bassissima tolleranza al lattosio dovrebbero stare molto attente alle fonti “nascoste” di lattosio in quanto tale sostanza si può trovare anche piccole quantità in alimenti come: pane e altri prodotti da forno; cereali per la prima colazione; purea di patate istantanea; margarina; condimenti per insalate, carni; caramelle e altri spuntini; miscele per frittelle, biscotti e torte; surgelati. Inoltre, come additivo lo si può trovare anche  nel prosciutto cotto, nelle salcicce e negli insaccati in genere. Da non dimenticare i farmaci: il lattosio è utilizzato in più del 20 per cento dei farmaci che richiedono ricetta medica e in circa il 6 per cento dei farmaci da banco, e anche molti tipi pillole anticoncezionali contengono lattosio; tuttavia questi prodotti sono controindicati solo per le persone con grave intolleranza. Latte e derivati rappresentano, purtroppo, la fonte primaria di sostanze come il calcio. Le persone intolleranti al lattosio devono pertanto cercare di compensare il calcio che non si assume dal latte con altri alimenti ricchi in minerali, onde evitare problemi in età più avanzata come decalcificazione ossea, osteoporosi, problemi ai denti. In tale ottica è bene anche sapere che è possibile non eliminare in modo indiscriminato tutti i derivati del latte.

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *